Movimento Nazionalista Lombardo

Natale del Sol Invictus

InEuropa, Tradizione su 24 dicembre 2011 a 11:05

Il 21 dicembre è l’ultimo giorno dell’anno (astronomico) mentre il 22 dicembre è il capodanno.

Il 21 dicembre, solitamente perché quest’anno è caduto il 22, coincide col solstizio d’inverno, in cui si ha la notte più lunga dell’anno ma soprattutto la lenta rinascita del sole.

Per i nostri Avi celto-germanici che lasciavano fosse il naturale ciclo delle stagioni a scandire la propria vita, il 21 dicembre era Yule, una festa solstiziale, solare, in cui attorno ad un grande falò si celebrava la rinascita del sole, della luce, della vita stessa mediante le giornate che da quel momento lemme lemme si allungavano vincendo il freddo e le tenebre.

Yule era occasione per scambiarsi doni, purificare sé stessi e il bestiame col fuoco, e celebrare il trionfo della Vita sulla Morte, non solo in termini ultramondani ma anche e soprattutto terreni.

Lo stesso dicasi per il Dies Natalis Solis Invicti, la festa romana del Sole Invitto, che guarda caso cade il 25 dicembre, in periodo solstiziale, e si protrae per alcuni giorni.

Come Yule è la celebrazione del sole che rinasce e vince le tenebre, il che acquisisce anche simbolici riferimenti alla Vita e all’eterna lotta tra il Bene e il Male.

Ciò che soprattutto comunque intendiamo sottolineare è come il solstizio e il 25 dicembre latino si incentrino sul solare periodo di ritorno alla luce, alla Vita, alla prosperità, sul giorno che rinasce a scapito delle tenebre della notte.

Non a caso i miei vecchi erano soliti dire “A Nedàl, pass de gal”.

Il problema qual è, in questa splendida e suggestiva cornice ariana, pagana e a suo modo razionale perché ispirata alla Natura sovrana?

Che come nel caso delle altre Tradizioni e usanze di stampo indoeuropeo, la rapace e metodica opera di distruzione ed eradicazione operata dai diversamente ebrei crociati di Roma, ha estirpato gli usi e costumi autoctoni per trapiantare al loro posto le tristi, noiose, patetiche castronerie mediorientali di Gesù, madonne, angeli e straccioni semiti vari, tutto ciarpame alieno ed estraneo alle vere radici d’Europa.

Cosicché Yule è rimasto sepolto sotto l’oblio cristiano, e il Sol Invictus, il suo natale, è stato affossato dalla celebrazione del tutto astorica e fantasiosa del natale di Gesù Bambino nella famigerata greppia di Betlemme.

La Chiesa è così zelante nell’opera distruttrice delle nostre Tradizioni indigene ma così miope e a corto di buonsenso che si è limitata a parassitare le celebrazioni e le ricorrenze preesistenti al suo avvento svuotandone il contenuto classico per riempirle di marciume abramitico.

La vittoriosa forza del sole, della luce, del giorno festeggiata col solstizio e con il natale del Sole Invitto, è stata “vinta” dalla castrata ideologia cristiana  e dal trionfo del beduino sul guerriero ariano che ha consentito alla Roma crociata di piazzare Santa Lucia al posto del 21-22 dicembre e il Natale al posto del 25 dicembre tradizionale. E poi naturalmente il capodanno, dal 22 dicembre astronomico, è slittato al 1 gennaio consumistico, consumistico come lo stesso 25 dicembre del bambin Gesù e del suo obeso sparring partner San Nicola-Babbo Natale.

Oggi (quasi) nessuno sa più di Yule e del Sol Invictus, anzi, i vari sedicenti identitari europei invece di riscoprire le vere radici ariane e pagane d’Europa si mettono a difendere quelle fallaci giudeo-cristiane per fare un dispetto all’invasione islamica (certo, come se l’islam non fosse fratello minore di ebraismo e cristianesimo, partorito dalla stessa sozza mentalità desertica e semitica) e all’universalismo progressista, quando più universalista dell’ideologia rossa c’è proprio il cristianesimo!

Continuate pure a rimanere incantati di fronte alle boiate cattoliche del Babbo Natale di verde vestito, Borghezio, che ne farete tanta di strada lungo la via dell’etnonazionalismo!

Che il grassone Santa Klaus venga rispedito a calci in Lapponia tra i suoi mongoloidi gnomi sami e che muoia di indigestione da coca cola (guarda caso, il nefando feticcio americano che ha creato, per fini commerciali, il mito di Babbo Natale sulla falsa riga del San Nicola “terrone”); che il Bambinello ebreo venga buttato a mare con tutto il presepe e la Chiesa e che se ne torni in MO, dove è veramente nato. Noi siamo Europei, non Ebrei.

Crepi il natale cristiano con tutte le sue luride menzogne!

Crepi il consumismo americanista che rende il periodo solstiziale un delirio, un’orgia edonista senza pari!

Crepino queste dannate feste cristiano-commerciali che iniziano il 13 dicembre e culminano il 6 gennaio con gli immigrati Magi o con la strega italica nomata Befana, tutto liquame allogeno che con la Lombardia non c’entra nulla!

Volete festeggiare il Natale? Benissimo, fate il vostro alberello di Yule che riproduce l’Yggdrasil e l’Irminsul germanici, celebrate il solstizio d’inverno e il natale romano del Sole Invitto, e ricordatevi che capodanno è tra il 21 e il 22 dicembre.

E per cortesia, piantatela di fracassarci le gonadi con le nenie della stalla di Betlemme (quantomeno fosse vera ‘sta favola!), con le corbellerie sul pietismo e il buonismo natalizi, e con i bagordi e trastulli che derivano dalle gozzoviglie di cenoni, veglioni, feste e festoni!

Muoia il Natale cristiano-consumistico con tutti i filistei (ossia la gretta borghesia bigotta e conformistica)!

Lunga vita all’Identità e alla Tradizione della vera Europa!

Felice anno astronomico e buon Dies Natalis Solis Invicti da parte del Movimento Nazionalista Lombardo.

Paolo Sizzi

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