Anche in tempo di crisi, di inflazione, di stangate montiane, di rischio recessione, la gente ha tempo da buttare alimentando il mito della Lega intollerante e razzista.
La Lega è intollerante solo verso due cose: la coerenza e la Cultura.
Ma vallo a spiegare tu al popolaccio bue, che intontito dai media liberal-progressisti si beve ogni fesseria globalista, che la Lega Nord trabocca di “terroni”, di ibridi, di meticci, di allogeni e che la sua retorica anti-italiana e anti-immigrazionista è solo fuffa, fumo negli occhi di itaglioni e padioti.
Nella Lecca Nodde si può trovare la seguente fauna umana.
Partendo dai piani alti (!) incontriamo il delfino d’acqua dolce Renzo Bossi, un ibrido che pare negroide depigmentato, la cui madre, Manuela Marrone, è a sua volta una mezza Siciliana che tiene il marito, o quel che ne rimane, per i testicoli e che è proprietaria del marchio Lega, del partito, della scuola bosina, nonché baby pensionata.
A tutela del genio di Cassano Magnago, ecco la pugliese Rosy Mauro, la badante, una con un ghigno mediorientale che non finisce più e che sembra stata messa apposta alle calcagna di Bossi dai servizi segreti italiani per sviare ogni tentativo di secessione.
Scendendo la scala gerarchica troviamo personaggi del calibro di Roberto Cota (Pugliese di origine albanese), Carolina Lussana, (Bergamasca con marito calabrese dell’Udc), Claudio D’Amico, Gianluca Buonanno, Nunziante Consiglio, Angela Maraventano, Dario Fruscio, Matteo Brigandì, tutti quanti “terroni” più o meno naturalizzati.
Grande risonanza mediatica hanno avuto Sandy Cane, un sindaco mezzo negro del Varesotto, Zuleika Morsut, una Semita “friulana” nota negli ambienti patagni per essere la cantante ufficiale del giudaico inno verdone, l’ebreo Leo Siegel condannato per istigazione all’odio razziale verso gli Zingari (!), la sorella di Balotelli e un’altra Africana amica intima di Salvini (Sylvie Lubamba) note per le loro simpatie legaiole, e via via altri allogeni imprecisati con ruoli amministrativi in vari comuni della “Padania”.
Ma poi basta gettare uno sguardo alle carnevalate pontidesi o alle fila dell’Mgp per notare una colorata marea di alieni e di figli di immigrati italiani e non, per comprendere la portata del fenomeno immigratorio nei ranghi leghisti.
E di conseguenza, facendo 2+2, comprendere quanto falsa e farsesca sia la propaganda patriottarda dei sorci verdi che predicano bene (si fa per dire) e razzolano malissimo, tanto che non sono nemmeno capaci di essere coerenti a casa loro, nei loro letti matrimoniali.
E pretendete che lo siano nei comuni, nelle province, in regione e a Roma?
Non paghi di avere come esponenti di spicco palesi personaggi disturbati come Calderoli, Borghezio, lo stesso Bossi, Gentilini, palesi italianisti come Tosi, palesi servi del sistema come Maroni, e palesi ruffianoni come i Reguzzoni; non paghi di essere, anche se negano, al guinzaglio di Berlusconi, di Roma, di Washington, di Bruxelles, di Tel Aviv da decenni; non paghi di essere dei gran ciarlatani e fenomeni da baraccone che a Pontida rugghiano e a Roma, se non s’abbuffano di bucatini grondanti pomodoro, belano, ecco che han visto bene di zavorrarsi dei tanto, per finta, odiati Italiani etnici e allogeni per raggiungere meglio i propri fini che non sono la secessione o il già di per sé patetico federalismo fiscale solidale, ma i voti, le cariche, le poltrone, gli stipendi dorati italiani, i salottini buoni, la stanza dei bottoni romana.
Poi figuratevi quanto saranno felici adesso che si trovano all’opposizione dell’odiatissmo governo tecnico di Monti e che possono sparacchiare a zero su tutto e tutti per tornare al governo e ricominciare ad abbuffarsi (cosa che comunque fanno tuttora, dal ’91 a questa parte) alla faccia dei militonti e dei padiotoni che ancora hanno lo stomaco di credere alle piazzate leghiste e alle balle spaziali che escono dalle fogne dei buffoni verdoni in giacca e cravatta.
Noi non ce l’abbiamo con la base leghista, anche se responsabile di aver mandato più volte al governo la Lega Italia, ma pensiamo che anche solo simpatizzare per la Lega, ancora nel 2011-2012, sia profondo segno d’ignoranza e di immaturità perché la breve storia lecchista avrebbe dovuto insegnare qualcosa a tutti, non solo ai classici detrattori dei bossiani.
L’augurio, in questo nuovo anno sorto dal solstizio d’inverno che cadeva stamattina presto, è quello che i simpatizzanti e la base leghisti si sveglino dal coma belleriano e diano il benservito a questi parassiti romani falsamente “padani” per abbracciare invece la dottrina lombardista del MNL e la sua sacrosanta battaglia identitaria per una Lombardia lombarda, unita e vincente, consci del fatto che a noi Lombardisti non interessano voti, poltrone e cariche, per di più a Roma, ma interessano solamente i Lombardi e la loro Nazione, la Lombardia, perché prima di ogni sortita politica e di ogni ruolo in giacca e cravatta vengono il movimentismo culturale ispirato ai millenari dettami völkisch del Sangue, del Suolo, dello Spirito di Lombardia e la missionarietà identitaria in mezzo al Popolo, altrimenti la politica diventerebbe del tutto vacua, inutile e pagliaccesca.
Siamo Uomini o leghisti, Lombardi?
Paolo Sizzi
